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Nato
a Milano nel 1925, vive e lavora tra Torino e Milano.
Interrotti gli studio classici, decide di dedicarsi
alla pittura. Dopo un esordio pittorico espressionista
con accostamenti all'Informale, giunge intorno alla
metà degli anni sessanta a realizzare installazione
servendosi di oggetti di uso comune diventando presto
uno degli interpreti più rappresentativi dell'Arte
Povera. A partire dagli anni settanta fa ricorso alla
progressione numerica di Fibonacci (nella quale ogni
numero è dato dalla somma dei due precedenti),
che sta a suggerire la proliferazione ordinata e inarrestabile
del mondo naturale e della vita biologica.
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Fabio
Cavallucci Verso l'immateriale
[
] Il conseguimento più notevole di Tuscia
Electa è senza dubbio la realizzazione dell'opera
stabile di Mario Merz. Il cervo impagliato che nell'edizione
1997 svettava fiero sopra le mura di San Casciano
seguito da una serie di Fibonacci al neon, ora, fuso
in alluminio, si appresta a sfidare i secoli e i venti
impetuosi. [
] Tuscia Electa intende offrire
dei suggerimenti, sperimentare delle soluzioni estetiche.
Solo quando la qualità del lavoro trova risposta
nell'apprezzamento critico e nel consenso pubblico,
allora si può passare dalla temporaneità
alla permanenza. Ed è quanto è accaduto
con il lavoro di Merz, a cui, oltre che di una soluzione
inventiva eccelsa, va dato il merito della disponibilità,
del coraggio di accettare la sfida di un confronto
con i sistemi estetici antichi e di collocare la sua
opera in una zona "a rischio", non protetta
da un sistema culturale consolidato quale quello del
museo. Sfida vinta alla grande.
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