Invitati a realizzare un’opera permanente per il Comune di San Casciano, Perino & Vele hanno progettato per le mura del Teatro Niccolini un’installazione sospesa, una “seconda pelle” dalle sembianze animali che interrompe la monumentalità dello spazio architettonico inducendo nell’osservatore un sottile senso di straniamento. A questo si aggiunge poi il senso di incertezza percettiva indotta dall’indeterminatezza del materiale: attraverso il rinnovato impiego della cartapesta, utilizzata dal duo campano fin dal suo esordio per plasmare forme singolari, morbide e sinuose (e in questo caso rivestite in vetroresina per aumentarne la resistenza agli agenti atmosferici), gli artisti sfidano la solidità tipica della scultura tradizionale invitando a un nuovo sguardo. The end of second act mette così in atto una “narratività inconsueta”, capace di mutare condizioni e consistenza del quotidiano per dar vita a relazioni e paesaggi straordinari.
Perino & Vele (Emiliano Perino, New York, 1973; Luca Vele, Rotondi, 1975), attivi dal 1994, hanno sempre giocato con la capacità degli osservatori di riconoscere nelle loro sculture la propria realtà quotidiana, mostrandogli attraverso una luce nuova, iconica e ironica a un tempo, il mondo degli oggetti che ci circondano.
I risultati di questa ricerca hanno trovato ampia visibilità sulla scena dell’arte italiana e internazionale: autori di un’installazione permanente per la stazione Salvator Rosa progettata da Alessandro Mendini per la Metropolitana di Napoli (ribattezzata “delle 500” in loro onore), hanno partecipato a numerose rassegne in Italia e all’estero (si ricorda la presenza alla Biennale di Venezia nel 1999) e tenuto personali a Napoli, Milano, Bruxelles, Torino, Ferrara e Roma. Vivono e lavorano a Rotondi e Pechino.